In una conferenza che Mies tenne degli anni ‘50 negli Stati Uniti, alla domanda di uno studente che, alla fine di tutta la discussione, gli chiese ma che cosa è l’architettura? lui rispose che l’architettura è mettere carefully, carefully, two briks together: mettere due pietre insieme. E carefully è una parola complicata da spiegare. [La definizione di Mies, ndr] è diventata poi quasi uno slogan: l’architettura comincia quando si mettono insieme due mattoni. No! L’architettura comincia quando si mettono carefully insieme due mattoni, che è una differenza sostanziale; cioè quando ci si prende cura della natura di tutto ciò che permette a due mattoni di stare insieme, ovvero sia: la configurazione dei mattoni, la loro consistenza, il modo con cui sono stati prodotti, il legante che si utilizza, e il modo in cui questi vengono messi… con cura, con cura.
(Francesco Dal Co, conversando su Mies van der Rohe nella seconda puntata della rassegna di documentari I tre architetti dedicata a Wright, Mies van der Rohe e Ponti, una produzione di Rai Cultura realizzata da Movie Movie di Bologna, andata in onda il 25/01/2019 su Rai 5)
Una spiegazione più che esatta anche per me. Edificare nella Natura senza violenza, e quasi in sintesi con essa
L’esattezza di Mies.